CRONACHE DA UN ALTRO MONDO: I MOTI DI MORMANNO DEL ’13
“Correva l’anno 2013, dunque esattamente duecento anni fa, quando i cittadini di un piccolo borgo della lontana provincia di Cosenza, terra di Calabria citeriore, insorgevano contro lo stato centrale che, con ritardi e lungaggini burocratiche impediva, di fatto, la ricostruzione del paese ferito da un forte terremoto verificatosi l’anno precedente (26 ottobre 2012) e la conseguente ripresa della vita quotidiana, tranquilla e pacifica, nel paesello.
I cittadini scesero nelle piazze e nelle vie del paese, tutti assieme: giovani, vecchi, invalidi, sani, migranti ed emigrati. C’erano proprio tutti!
In realtà non fecero nulla: presenti e silenziosi occuparono tutti gli angoli di Mormanno per 3 giorni interi. Si trattò di una riappropriazione pacifica di ciò che ai cittadini stessi apparteneva, che era di loro proprietà. Il sit-in pacifico fece tremare anche la casa del Sindaco che, assieme a tutti gli amministratori locali, non poté esimersi dal parteciparvi e anche tutti loro si mescolarono alla popolazione, senza distinzione alcuna di colore politico, appartenenza, sesso, età.
I mormannesi erano uniti e compatti e volevano tutti la stessa cosa: che il LORO PAESE venisse ricostruito nel più breve tempo possibile ed esattamente com’era, magari solo migliorandolo un po’, laddove possibile. La forza di questa azione fu così dirompente che tutti gli amministratori regionali e statali, richiamati dal tumulto rimbalzato sulle televisioni e le radio locali e nazionali che nel frattempo erano accorse nel paese, non poterono non concedere la giusta attenzione al problema del sisma del Pollino e un decreto risolutivo apposito venne emanato.
Questi eventi straordinari sono passati alla storia come “i moti di Mormanno del ‘13” ed hanno avuto un’importanza così decisiva sulla vita di quel paese che non passa giorno che qualcuno non faccia riferimento a quegli accadimenti che sono, in questa sede modesta, soltanto accennati”.
[da: Sogno di una notte di mezza estate, ed. Il Calabrone, 16 luglio 2213]

