L’immagine del Parco Nazionale del Pollino è legata pressoché esclusivamente alla natura. Eppure quest’area protetta è abitata da migliaia di persone che nei secoli si sono insediati in zone spesso impervie convivendo con una natura aspra e difficile non riuscendo mai a domarla del tutto. Questo straordinario sforzo dell’uomo ha dato vita a piccoli capolavori di ingegneria e architettura che affascinano per le loro regole nascoste, per il rispetto di principi costruttivi arcaici, per l’evidente sforzo che hanno richiesto e quotidianamente richiedono per essere mantenuti vivi. Attraverso le immagini fotografiche vogliamo rendere omaggio al popolo che abita questi luoghi e alla meraviglia dei borghi del Pollino.
PAESAGGI URBANI è una selezione di fotografie che vuole testimoniare della bellezza dei luoghi che quotidianamente abitiamo. La nostra realtà urbana è fatta di piccoli paesi che sembrano scavati nella roccia da mano sapiente a creare paesaggi aspri e mozzafiato. Eppure non mancano esempi di scelte scellerate e incomprensibili a testimonianza dell’arroganza dell’uomo e dell’azzardo del suo operare.
Su questi crinali del Pollino – ma forse potremmo allargare lo sguardo a tutto l’Appennino meridionale – tutto ci sembra sospeso tra scempio e meraviglia, tra la riscoperta della tradizione e una modernità abortita, tra paesi antichissimi abbandonati e popolose new town senz’anima, tra una diffidenza che sfiora l’arretratezza e la sfacciataggine più irriverente.
E’ all’interno di questi estremi, in cui scorrono infinite possibilità di resistenza, che cerchiamo di spingere il nostro obbiettivo, tentando di tracciare quella linea di confine tra ciò che è solo funzionale e ciò che è anche in armonia con la natura in cui siamo immersi, affinché il nostro occhio si alleni al bello e sia in grado di sceglierlo sempre.
PAESAGGI URBANI è un’ esposizione fotografica pensata in itinere, che punta ad una mappatura fotografica dei paesi del Pollino ed è resa possibile anche grazie al contributo della Banca Popolare del Mezzogiorno.
I Calabroni















